Paolo Cerrina

on Martedì, 27 Novembre 2012. Posted in Team Confluence

Impossibile non pensare alla pesca parlando del mio passato.
La mia prima immagine con la canna in mano risale a quasi 40 anni or sono, ma ancora prima, all’età di tre anni passavo ore e ore con un filo che finiva ad asola appeso ad un rametto, con il quale cercavo di “pescare” le foglie di rosmarino che galleggiavano in una bacinella piena d’acqua.
Mille ricordi della mia infanzia e della mia vita sono legati alla pesca. Il ricordo più emozionante: la prima vera trota fario pescata nel Varaita con mio nonno Cianino all’età di 11 anni; il più ricorrente: i primi discorsi seri, fatti con l’amica Isa, seduti su una pietra aspettando il momento magico del coup de soir; credo di aver deciso di studiare veterinaria proprio in quei momenti.
Sono arrivato alla pesca a mosca passando attraverso tutte le tecniche possibili grazie al medico condotto del mio paese, che, sempre sul Varaita, vedendomi così appassionato, mi ha insegnato i primi rudimenti, dai quali fui letteralmente rapito.
Ricordo i pomeriggi passati nel negozio di Walter a Torino, io squattrinato studente universitario, cercavo di carpire tutte le informazioni possibili sulla costruzione delle mosche e uscivo poi con un pacchetto di ami o due piumette.
Sono un autodidatta, ho imparato leggendo riviste, guardando filmati, osservando e chiedendo informazioni agli amici di pesca; solo in questi ultimi due ho partecipato ad um corso di lancio.
Grazie alla nuova esperienza del no kill nell’ambito della Società Pescatori Varaita ho avuto modo di conoscere tanti pescatori, allargando così i miei orizzonti sulla p.a.m..
Sono iscritto all’I.F.T.A.; adoro la costruzione delle mosche, che mi permette di  continuare a pescare con la fantasia durante tutto l’inverno. In tutti questi anni, come è normale che sia, ho passato diverse “fasi” costruttive; oggi, pur ammirando e pescando ccasionalmente con  mosche costruite con materiali naturali, oriento le mie costruzioni utilizzando principalmente il polipropilene, alcuni amici p.a.m. per questo motivo mi hanno addirittura soprannominato Paolo poli.
Io amo la pesca nei torrenti alpini, cerco trote autoctone che insidio a mosca secca e su quelle trote, pratico rigorosamente il no kill, non mi aspetto che tutti vivano la p.a.m. come me. Vorrei solo, per quanto possibile, che tutti quelli che amano il nostro hobby si adoperassero per preservare i nostri fiumi dall’inquinamento e dalle gestioni sbagliate, dando così la possibilità ai nostri figli e ai nostri nipoti di poter vivere le emozioni che la pesca ha regalato a noi.
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